Quanto spesso quando si acquista un prodotto ci si fionda a leggere la quota calorica sull’etichetta?
Quante volte sentiamo dire: “Questo cibo no perché ha troppe calorie!
Questo sì perché è poco calorico!” ?
Bene: sarebbe ora di smetterla di basare il concetto di una sana alimentazione su fondamenta vecchie e scorrette, che possono andare (forse) bene per le riviste da salotto.
Purtroppo, anche alla classe medica viene inculcato che, per esempio, 100 calorie di broccoli e 100 calorie di zucchero sono uguali: in fondo, è sempre la stessa quota calorica ed 1 caloria è 1 caloria.
MA! Quando si assume un alimento, non si introduce nel nostro organismo solo la quota calorica, ma anche tutta una serie di segnali e di informazioni che vanno direttamente ad interagire (regolando o sregolando) il metabolismo e la fisiologia cellulare: vitamine, antiossidanti, minerali, fitonutrienti sono fondamentali per il corretto equilibrio cellulare e agiscono anche sulla modulazione dell’espressione genica. Questi elementi sono assai carenti nei cibi raffinati, mentre abbondano in alimenti come il suddetto broccolo. Non solo, ma se si considerano lo zucchero ed i carboidrati raffinati (anche quando spacciati con poche calorie) questi innalzano bruscamente la glicemia, con la conseguente secrezione massiccia di insulina che, a lungo termine, porta ad infiammazione cronica, blocco del metabolismo lipidico ed insulino-resistenza.

Le calorie NON sono tutte uguali; la scelta degli alimenti NON deve essere basata sulla loro quota caloria, MA sull’impatto che i loro componenti hanno sulla fisiologia, sulla biochimica e sulla genetica.

     


    Dott.ssa Elena Maria Bisi
    Biologa Nutrizionista

    Categorie: Nutrizione

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